Impianti GPL per l’auto: come prendersene cura

Il gas di petrolio liquefatto o più comunemente GPL, oltre ad essere utilizzato negli impianti di riscaldamento di aziende o abitazioni, è una valida alternativa al gasolio o alla benzina per l’alimentazione delle automobili. Che l’auto a GPL sia stata acquistata direttamente dalla casa produttrice o l’impianto a gas sia stato installato in seguito, è necessario avere alcuni accorgimenti quando si tratta della sua manutenzione, che prevede necessariamente una maggiore attenzione soprattutto per il motore. Grazie a questo utile vademecum su come prendersi cura di un’auto con impianto a GPL, non ci saranno più segreti e potrai optare anche tu per una scelta più sostenibile e attenta all’ambiente.

La manutenzione dell’impianto GPL

Essendo il GPL un combustibile meno raffinato della benzina, è importante svolgere periodicamente una manutenzione ordinaria dell’impianto, con interventi più frequenti che possano scongiurare danni al motore dovuti all’incuria. Questa attenzione è fondamentale per far sì che il sistema sia sempre efficiente e non comprometta le prestazioni dell’automobile.

Chi già possiede un’auto a GPL o chi è interessato ad acquistarne una, saprà che questi tipi di impianti sono caratterizzati da due filtri: il filtro per la fase liquida e il filtro in fase gas del GPL. Il primo deve essere pulito con un macchinario ad aria compressa, se possibile, mentre se il modello non ne consente la pulizia meccanica, dovrà essere sostituito quando si nota una diminuzione delle prestazioni dell’auto. Nel caso invece del filtro in fase gas del GPL, questo è fondamentale poiché trattiene le sostanze volatili presenti nel GPL allo stato gassoso e solitamente è consigliabile sostituirlo ogni 15.000 chilometri. La condizione di quest’ultimo filtro è inoltre strettamente legata agli iniettori, che potranno essere smontati e puliti a mano per eliminare eventuali oli, lacche, depositi di zolfo, ammoniaca e altre sostanze che possono rendere l’auto inutilizzabile.

Se si trascurano questi piccoli accorgimenti, il rischio è quello di incorrere in riparazioni e sostituzioni molto più onerose che ricadranno sulle tasche del proprietario dell’auto. Inoltre, per evitare le spese di manutenzione straordinaria è consigliabile utilizzare un additivo per auto a GPL a ogni cambio del filtro, allontanando così l’intervento del meccanico. 

La sostituzione del serbatoio GPL

Se si ha a che fare con un’auto a impianto GPL è fondamentale inoltre sapere che il serbatoio ha una scadenza stabilita dalla legge. È infatti la Direttiva Europea ECE/ONU 67/01 a fissare in 10 anni la vita operativa del serbatoio GPL a partire dalla data di immatricolazione della vettura, in caso di allestimento originario, oppure dalla data di installazione in caso di conversione del sistema di alimentazione. Una volta sostituito il serbatoio, con tanto di riduttore e/o vaporizzatore, l’impianto a GPL dovrà essere sottoposto a collaudo ai sensi del Regolamento di Attuazione e del Codice della Strada, seguendo una procedura rigida e ben precisa. Nonostante possa sembrare un iter lungo e complicato, sarà più facile del previsto se ci si affida a un’officina specializzata e, inoltre, bisogna essere consapevoli che tutto ciò è finalizzato a garantire la sicurezza dell’impianto GPL e quindi a tutelare gli automobilisti e tutti gli utenti della rete stradale.

La revisione dell’auto con impianto GPL

In caso di impianto GPL si fa sempre riferimento a una costante e attenta manutenzione in modo da allungare la vita del motore e ridurre al minimo gli inconvenienti. Per quanto riguarda invece la revisione dell’auto con impianto GPL non esistono particolari indicazioni, se non quelle già valide per le vetture con alimentazione a diesel o benzina. Per legge, quindi, la revisione è obbligatoria dopo 4 anni dall’immatricolazione dell’auto e poi ogni 2 anni.

Il GPL Beyfin che fa la differenza

Oltre all’attenzione e alla cura del proprio impianto, non bisogna tralasciare l’importanza della qualità del GPL con cui viene fatto rifornimento. Esistono infatti numerose varietà di GPL distribuite in Italia e spesso è facile trovarsi con la spia della riserva accesa quando si è lontani dal nostro distributore di fiducia, finendo quindi per fermarsi alla prima stazione utile. Questo continuo cambiamento del tipo di GPL inserito nel serbatoio può causare notevoli problemi al motore che si manifestano, per esempio, con una diminuzione delle prestazioni o una minore fluidità del propulsore.

Per ovviare a certi imprevisti, Beyfin ha la soluzione giusta, grazie al suo GPL di alta qualità disponibile in 150 stazioni di servizio in tutta Italia. Il GPL è già considerato di per sé un combustibile con un ridotto impatto ambientale rispetto al diesel e alla benzina, tanto da essere inserito dalla Commissione Europea nella lista dei carburanti alternativi. Inoltre, Beyfin si impegna attivamente al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile attraverso una serie di iniziative che favoriscano l’energia pulita, la crescita economica e la vita sul pianeta.

Basteranno quindi pochi semplici accorgimenti insieme al GPL Beyfin per il rifornimento, e la manutenzione dell’impianto della tua auto non sarà più un problema: il motore e i suoi componenti diventeranno subito più longevi.

News

Articoli correlati

None
07/06/2024

Adeguamento degli orari del distributore carburante nautico di Campo nell'Elba

Leggi la notizia
None
25/03/2024

La questione di genere per Beyfin: azioni concrete per sostenere le donne

Leggi la notizia